La generazione degli anni 90 in un libro

La generazione degli anni 90 in un libro. Emanuele Serra al Circolo Letture Corsare di Borgaro (11 marzo)

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10 / 03 / 2010 – A Borgaro giovedì 11 marzo sono protagonisti i giovani adolescenti degli anni ’90 grazie alla presentazione del libro di Emanuele SerraLa Distanza che ci divide” edito dalle edizioni il Filo per la collana “Strade”. Ad organizzare l’incontro il Circolo Letture Corsare presso la sede di Parole e Musica onlus. A presentare la serata la scrittrice Doriana De Vecchi, animatrice appassionata del circolo letterario borgarese.

Serra presenterà il suo romanzo allestendo una kermesse di musica e letture accompagnato dalla chitarra di Daniele Chiarella (in foto a lato) e dalle voci di Rossella De Chirico e Paola Chiarella. Un appuntamento da non mancare per il valore che emerge dalle pagine del libro. In questi anni infatti una parte della letteratura si è posta il problema di poter ritrarre e affrontare con ritratti più o meno originali e storie reali le generazioni del post 68. Queste generazioni vivono in una sorta di limbo che è ogni tanto illuminato da qualche buona opera letteraria.

Usciti dalla lettura del romanzoLa Distanza che ci dividedi Emanuele Serra si ha la sensazione di aver tolto un velo su una di quelle generazioni incomprese e messe ai margini. Serra, a nostro giudizio, ha invece riscattato e ben ritratto quei ragazzi e ragazze della sua generazione: lui è nato nel 1979, l’ultimo anno del cosiddetto “Decennio degli anni ribelli”. La realtà sociale si era evoluta con grandi contraddizioni in tutti i campi e le nuove generazioni furono al centro di questo cambiamento. I giovani degli anni successivi ai ’70 sono stati ritratti come quelli del “ritorno nel privato”, del “minimalismo esistenziale” e messi all’angolo e quasi sbeffeggiati per la mancanza di novità che comunque proponevano. Serra ribalta ottimamente questa impostazione e da con il cuore e la testa un quadro genuino della sua generazione. Francesco e Chiara, protagonisti principali del romanzo, sono vivi, reali e lasciano il segno. Lasciano il segno nella loro storia d’amicizia e d’amore, un amore certo tribolato, contrastato ma vero perché ha alla sua base la casualità nell’incontro, la caparbietà nel tenerlo vivo e la bellezza nel concepirlo. Chi ha vissuto una storia d’amore adolescenziale concreta può capirlo bene. Chi ha cercato di oltrepassare il sogno e vivere nel concreto un incontro labile, futile, senza prospettive, dandogli le gambe, facendolo crescere, può capire la storia di Chiara e Francesco.
Si incontrano in una vacanza al mare ma si separano dopo pochi giorni; lei abita a Lucca, lui a Torino; lei è figlia di una famiglia “normale”, lui di una famiglia spezzata, con una madre famosa attrice. Lei vive in piena dipendenza dalla famiglia, lui si fa le ossa e cresce indipendente. Vivono quindi realtà separate, a chilometri di distanza ma la loro crescita da adolescenti a persone mature è scandita da un humus comune, da storie, amicizie, desideri, passioni che in tanti aspetti si incontrano per separsi e ricongiungersi nel tempo. La storia di questi ragazzi ha un epilogo forse per il lettore inaspettato ma certamente concreto anzi è questo epilogo il messaggio più concreto che ci riserba Serra. Tra le pagine più intense del romanzo vi segnaliamo quelle del G8 di Genova che fanno capire appieno come quell’episodio sia un concreto esempio di come la generazione di Serra l’ha vissuto. Un romanzo da leggere e dal quale ci si può staccare con la consapevolezza di poterlo riprendere e frequentarlo per percorrere con la storia di questi due giovani, la storia di tanti ragazzi e ragazze di ieri e di oggi.

Dove?

  • Parole e Musica onlus
    via Diaz 15, Borgaro Torinese

Quando?

  • giovedì 11 Marzo
    ore 21

Costo?

  • ingresso libero

(Dario De Vecchis)

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